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ValoreLavoro

Romano va in pensione tra qualche mese. È nonno e al progetto Italiantoy® ha detto subito di sì. L’idea di fare cose belle per bambini a Eidos, l’azienda di cui è socio, è piaciuta molto.
Manuel è giovane, poco più di trent’anni, dirige l’azienda Morresi con sua sorella. L’osso duro è lei: i clienti a volte non pagano e devi discutere molto. Lui ama i progetti nuovi e i clienti un po’ improbabili. Per questo si è appassionato a Italiantoy®: una filiera tutta italiana gli sembra proprio una bella idea.
Stefano non ha ancora compiuto quarant’anni. Lavora dalle cinque di mattina sino alle nove di sera, tutti i giorni, ne sono testimone. Giochi non ne aveva mai fatti ma quando ha visto Sonia Di ha detto che si poteva fare. Gli piace sperimentare i materiali, far lavorare bene le macchine, stare attento alle finiture.
Denis conserva i misteri del tempo a Pesaris, Prato carnico di Udine. Montagne meravigliose in cui per più di un secolo si è vissuto facendo orologi. Ora il mercato non c’è più ma lui con gli ingranaggi sa ancora giocare. E i bambini potrebbero imparare il valore del tempo grazie a lui.
Michele e Alessandro sono conosciuti come i fratelli Leita: gli strumenti li suonano, li restaurano, li progettano, li costruiscono. In Carnia, in Friuli Venezia Giulia, li conoscono come “i ragazzi della Mozartina”.
Di fare strumenti musicali per bambini non ci avevano pensato… sino all’incontro con Italiantoy®.

È più che “made in Italy”.
Nascono a Modena, a Pesaro, a Macerata, a Udine. Sono Italiantoy® perché possono e vogliono raccontare l’Italia che si rimbocca le maniche, che sperimenta, che sa innamorarsi anche di una follia.